IL MORTO DEL MESE

sabato 19 giugno 2010

Amedeo Guillet (1909-2010)

ROMA LADRONA, A SUD DELLA PADANIA - Lo chiamavano Comandante Diavolo per via di una sua presunta immortalità, appare oggi evidente che si trattasse di una stronzata.

Ma anche se oggi muore, una domanda ci viene alla mente: c'è qualcosa che Amedeo Guillet non sia riuscito a fare nei suoi 101 anni di vita? Sembrerebbe proprio di no. Segue una summa della cose che ha fatto.

Cose che ha fatto: è stato una promessa dello sport, ma lasciò per combattere in Abissinia e poi nella guerra civile spagnola, in Eritrea fu messo al comando del Gruppo Bande Amhara, unità militare multinazionale, formata da 1700 uomini di origine etiope, eritrea e yemenita, poi si spogliò dell'uniforme italiana e divenne una spina nel fianco degli inglesi, continuando a combatterli per i cazzi suoi, poi quando gli inglesi lo stavano per beccare, si diede alla macchia, assunse la falsa identità di Ahmed Abdallah al Redai e sbarcò il lunario facendo lo scaricatore di porto, si imbarcò su una nave di contrabbandieri, i quali lo depredarono e lo buttarono in mare, dal mare riuscì ad arrivare al deserto, dove fu picchiato brutalmente da un gruppo di pastori annoiati, fu trovato, curato ed ospitato per qualche tempo da un cammelliere, poi fu rintracciato dagli inglesi, i quali ne chiesero l'estradizione all'imam dello Yemen, quest'ultimo lo ospitò nella sua reggia e, sentita la sua storia, così degna di rispetto, decise di non consegnarlo agli inglesi ma di nominarlo gran maniscalco di corte, si imbarcò poi su una barca della Croce Rossa e tornò in Italia dove divenne un agente segreto, si laureò in scienze politiche, sposò la cugina, poi divenne ambasciatore, poi è morto... meno male va', così non avrà più modo di dire "io qua, io là".

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Morirono così